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Numero 72 – 1 Agosto 2010 – Sogno, illusione, follia

“Vedi,” rispose Zenone. “Al di la’ di questo villaggio, altri villaggi, dopo questa abbazia, altre abbazie oltre questa fortezza, altre fortezze.[...] Oltre le Alpi, l’Italia. Oltre i Pirenei, la Spagna. [...] E, più lontano ancora, il mare, e al di la’ del mare, sull’altra riva dell’immensità l’Arabia, la Morea, l’India, le due Americhe. E, ovunque, le valli ove si raccolgono i semplici, le rocce ove si celano i metalli, ciascuno dei quali simbolizza un momento della Grande Opera, le formule magiche infilate tra i denti dei morti, gli dei, ognuno con la sua promessa, le folle tra cui ogni soggetto si pone come centro dell’universo. Chi sarà tanto insensato da morire senza aver fatto almeno il giro della propria prigione? Lo vedi, fratello Enrico? sono veramente un pellegrino. La strada e’ lunga, ma io son giovane.”
L’opera al nero M. Yourcenar
In questo numero ci siamo voluti cimentare con il tema dell’illusione, della visionarietà, della follia, ispirandoci alla storia di Don Chisciotte. Quella dell’ingenioso hildalgo è una storia che può essere letta sotto vari punti di vista: al suo interno si intrecciano mediocrità e illusione, frustrazione e follia, sogno e visione. Abbiamo chiesto ai nostri collaboratori di scrivere su qualcosa che li facesse pensare all’eroe narrato da Cervantes e il risultato è questo: si parte dal romanzo riletto in chiave economica, per poi passare alle vicende leggendarie di Lawrence d’Arabia, che guidò la ribellione de paesi arabi contro l’impero turco. Poi ci spostiamo in Ucraina alla ricerca delle radici del protagonista di Ogni cosa è illuminata. Rimaniamo in zona per parlare de “Il Processo” di Kafka per poi balzare su nello spazio e indagare la natura dei Pulsar. E poi ancora parliamo degli allarmismi sul caldo estivo, di Acqua come diritto fondamentale, di reti d’impresa, dei Mondiali in Sud Africa e delle congetture sugli equilibri nazionali e inter. Una nostra inviata ci racconta del Festival del teatro di strada di Santarcangelo di Romagna. Infine la recensione di Nati due volte di Giuseppe Pontigia.
Si chiude un anno accademico e fino a ottobre leghiamo il nostro Ronzinante alla staffa. In quest’anno vi abbiamo parlato della caduta del Muro di Berlino, di Mafia e Criminialità organizzata, di Diritti Umani e di Carcere. E’ stata una bella cavalcata, vi auguriamo buone vacanze con la speranza che il prossimo autunno sia anche l’inizio di qualcosa di nuovo.

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