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Lavoro: lievissimi segnali di ripresa

Preciso come un orologio svizzero, l’ISTAT ha comunicato che nel primo trimestre dell’anno in corso l’occupazione è ancora in lieve crescita con 24200 occupati in più su base annua (tradotto un  + 1,1% rispetto al 2015). Siamo in piena stagione estiva quindi aspettiamoci ulteriori segnali positivi nel bollettino  trimestrale previsto per il prossimo  settembre.

Sono aumentati i lavoratori transitati da un contratto a tempo determinato a tempo indeterminato, in particolar modo si tratta di giovani laureati con età compresa tra i 15 ed i 34 anni, la maggior parte residenti nel Centro-Nord.

Se il dato è per molti versi sicuramente positivo (è meglio un occupato in più che uno in meno, su questo non ci piove) non va dimenticato che nella Legge di Stabilità 2016, quella che un tempo chiamavamo “Finanziaria”, è stata introdotta una nuova agevolazione riservata alle assunzioni a tempo indeterminato. Tale misura, prevede una riduzione dei contributi a carico del datore di lavoro in misura pari al 40% per un intero biennio con un  limite annuo di 3.250 euro e per il 2015 il limite arrivava sino ai 8.060 euro.

L’Istituto di Statistica ci evidenzia un calo degli inattivi, ovvero quelli che non hanno un lavoro e che hanno smesso di cercarlo, mentre il tasso di disoccupazione rimane pressochè invariato rispetto al trimestre precedente e diminuisce di quasi 1 punto percentuale rispetto al primo trimestre del 2015. La diminuzione della disoccupazione potrebbe dipendere dal fatto che molti abbiano definitivamente smesso di cercare un nuovo impiego. In conclusione, e questa non è certo una novità, nel documento si legge di un ulteriore aumento dell’inattività fra le donne soprattutto nel Sud del paese.

Ora, sarà vero che senza questi benedetti incentivi (costati parecchio alle casse del paese) non sarebbero state possibili le nuove assunzioni di cui ci parla l’ISTAT, ma il concetto è sempre il medesimo: una legge non può da sola creare occupazione.

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