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Scritto da nel Copertina, Numero 13 - 16 Marzo 2007 | 0 commenti

Numero 13 – 16 Marzo 2007 – L’ombelico del mondo

Numero 13 – 16 Marzo 2007 – L’ombelico del mondo

A forma dell’ombelico di Venere, dea della Bellezza, le sapienti mani delle signore di Bologna forgiano il famoso tortellino. Così che la magnificenza della Dea, l’inestimabile valore delle sue eteree forme celesti possa prendere corpo negli stomaci e nel sangue delle nuove generazioni, di chi riceve il dono del tortellino fatto a mano nella sua bocca come ostia di piacere ed amore.
Di certo il tortellino è uno dei tanti ombelichi del mondo: concepito nella notte dei tempi, si riproduce e procrea nel calore delle verdure e delle carni che nei pentoloni della città dell’Arengo del Viaggiatore bollono.
Talvolta in questo brodo succedono proprio cose dell’altro mondo. L’11 Marzo 1977 correva trent’anni fa e la morte di Francesco Lo Russo in via Mascarella per mano di un agente delle forse dell’ordine segnò questa città, capace d’amore e capace di morte. Addentriamoci un po’ indietro nel passato che molti collaboratori della Redazione de L’Arengo non hanno neppure vissuto perché non ancora nati.
Da parte nostra vivere in questa città significa provare a guardare dietro ogni angolo, sotto ogni portico, davanti ai nostri portoni, di fianco alle persone che ci circondano. Abbiamo visto murare il Cinema Embassy perché non era stato rispettato il religioso silenzio del vuoto imposto dall’inefficienza del Demanio da parte dei ragazzi di Metrolab.
La sezione Economia e Politica si occupa di scuola, anzi di squola. Sulla Scienza ospitiamo un nuovo stimato collaboratore astrofilo, mentre la sezione di Letteratura ci racconta la storia del biliardino e del suo ideatore.
Nel tempo libero rivolgiamo i nostri Pensieri alla morte e all’Oriente russo della Transiberiana, leggiamo il Pianeta degli Slum.
Accogliamo nella Cantina una nuova collaboratrice, che contribuirà a partecipare al piacere del nostro Arengo enogastronomico.
Che nella prossima Primavera possa sorgere per ognuno dei nostri viaggiatori il proprio Sol dell’Avvenire.

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